Jeremy Rifkin, "Energia e cooperazione: una nuova alleanza"
Intervento dello scienziato ad Ecomondo.
A Ecomondo è intervenuto Jeremy Rifkin e ha riempito di entusiasmo la folta platea che lo ascoltava. Lo scienziato, scrittore e consulente globale di enti governativi e grandi imprese ha parlato all'interno dell'iniziativa di Legacoop "Cooperare e competere per uno sviluppo sostenibile" ed ha preso di petto le urgenze della situazione attuale, caratterizzata dalla concomitanza di crisi energetica, crisi finanziaria e cambiamenti climatici. Con lui erano presenti Giuliano Poletti, Presidente di Legacoop, Paolo Cattabiani di Legacoop Emilia Romagna, Francesco Starace direttore Energie rinnovabili di Enel, Lino Zanichelli, Assessore all'Ambiente della Regione Emilia-Romagna. È la fine di un'era e serve un nuovo piano economico globale, sostiene Rifkin. Tutte le rivoluzioni più importanti si sono prodotte quando sono cambiati contemporaneamente strumenti di comunicazione e fonti energetiche. Le rivoluzioni precedenti erano caratterizzate dalla centralizzazione; l'innovazione attuale è contraddistinta invece dall'organizzazione distribuita e orizzontale sia dell'informazione che dell'energia. "Dobbiamo passare dall'energia d'èlite all'energia distribuita" afferma con forza lo studioso americano.
L'Unione europea si è data ora un ambizioso traguardo, fissato al 2020: una composizione dei consumi energetici basata per il 20% sul risparmio energetico, per il 20% sulle energie tradizionali (carbone, petrolio, gas), per il 20% sulle nuove energie rinnovabili.
"In realtà, servirebbe una sorta di nuovo 'piano Marshall' globale sull'energia per sostenere questa nuova rivoluzione energetica. Bisognerebbe promuovere nuove forme di cooperazione, sull'esempio di quelle che in Europa generarono a suo tempo Euratom, però questa volta basate sulla cooperazione per diffondere le energie rinnovabili. L'Europa può realizzare un efficace mix di autosufficienza energetica e cooperazione tra gli Stati nell'impiego di energie rinnovabili e nella produzione e distribuzione di energia".
La cooperazione può giocare un ruolo essenziale in questa terza rivoluzione industriale. Due settimane fa a Washington si è costituito un gruppo di lavoro formato dai responsabili di oltre 60 grandi aziende multinazionali, con il compito di predisporre un Piano energia al 2050: erano rappresentate le più grandi imprese che operano nei settori delle energie rinnovabili, delle costruzioni, dello stoccaggio di energia, di utility e servizi. In pratica, tutti i settori strategici della nuova terza rivoluzione industriale. Le cooperative dovrebbero diventare parte integrante di questa rete e Legacoop è stata invitata a farne parte, anche in ragione della sua consistente forza in termini di reddito, di occupazione e della sua diffusione a livello mondiale.
Poletti, presidente di Legacoop ha affermato che è naturale per le cooperative essere parte di questa nuova rivoluzione industriale perché le logiche della società rinnovabile, sostenibile e decentrata rispondono pienamente alla natura, alle caratteristiche costitutive del sistema cooperativo e al loro modo di essere. Questo non significa solo essere parte di un grande sogno, ma agire perché c'è la netta consapevolezza che questa è la direzione giusta da percorrere.
Marino Cavallo