RELAZIONE ANNUALE DELLA BANCA D'ITALIA: IL SISTEMA ENERGETICO ITALIANO Pubblichiamo la parte della relazione annuale della Banca d'Italia riguardante il sistema energetico italiano.
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UNIONE EUROPEA: DAL 2020 SOLO NUOVI EDIFICI A RISPARMIO ENERGETICO Dopo il 2020 in Europa solo abitazioni a elevati standard di risparmio energetico. L'Unione Europea ha approvato le norme destinate all'efficienza energetica degli edifici che introducono per la prima volta degli standard importanti per il settore edile e vanno a completare il pacchetto comunitario su clima ed energia sia sotto il profilo delle rinnovabili che della riduzione delle emissioni. La normativa in questione stabilisce che tutti gli edifici costruiti dopo il 31 dicembre 2020 siano prossimi alla classificazione "zero-energy", ossia rispettino elevati standard di efficienza con l'utilizzo di energie da fonti rinnovabili. Ogni paese dell'Unione, nel frattempo, dovrà studiare norme più specifiche che verranno poi adottate e che potranno essere leggermente diverse tra stato e stato.
Al momento attuale, gli immobili rappresentano circa il 40% del consumo totale di energia dell'Unione europea e ne sono la più grande fonte di emissioni; migliorarne il rendimento energetico significherebbe a dare un forte impulso alla trasformazione in chiave "verde" delle politiche Comunitarie. Di conseguenza i vari Stati dovranno studiare e adottare un sistema uniforme di certificazione riguardo al rendimento energetico. Il progetto è stato studiato in modo da non interessare alcuni tipi specifici di edifici, come quelli con uno speciale valore architettonico o storico, i luoghi di culto, gli edifici residenziali utilizzati per meno di quattro mesi all'anno e con un consumo energetico del 25% circa rispetto a quello annuale, gli edifici temporanei con un tempo di utilizzo di due anni, eccetera.
Ad aprire la strada a questa piccola rivoluzione saranno le pubbliche amministrazioni, che già dalla fine del 2018 acquisteranno o realizzeranno solo eco-edifici.
PUGLIA E CALABRIA, RINNOVABILI E SENTENZE DELLA CONSULTA Le sentenze della Corte Costituzionale che hanno abolito la procedura semplificata per gli impianti rinnovabili sotto determinate taglie in Puglia e Calabria creano incertezza nel settore. A rischio anche chi ha già presentato la Dia e "a rischio investimenti e migliaia di posti di lavoro", denunciano le associazioni di categoria.
Prima la sentenza delle Corte Costituzionale contro la legge della Regione Puglia, poi, la settimana scorsa, quella contro la legge calabrese sulle rinnovabili: le procedure semplificate di autorizzazione, che prevedevano una semplice dichiarazione di inizio attività (Dia), che le due regioni avevano esteso rispettivamente agli impianti fino a 1 MW e fino a 500 kW non valgono.
Decisioni che, come tutte le sentenze di incostituzionalità , hanno effetto retroattivo e che come si può immaginare seminano incertezza e preoccupazione nel settore. "Le banche hanno già sospeso i primi finanziamenti: milioni di euro di investimenti e migliaia di posti di lavoro in pericolo - denuncia il Gifi (il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane di Confindustria-Anie) le sentenze rischiano di danneggiare l'intero mercato del fotovoltaico, mettendo in serio pericolo i 17.000 posti di lavoro creati finora". Fa eco Aper, l'associazione produttori energie rinnovabili, che esprime "grande rammarico e notevole preoccupazione".
Ma cosa hanno stabilito le due sentenze e soprattutto cosa comporteranno per chi produce energia pulita? In sintesi con i, due pronunciamenti la Corte ha dato ragione al Governo in merito ai rilievi di costituzionalitagrave; mossi sulle competenze regionali in materia. La Costituzione - ha chiarito la Consulta - stabilisce che le Regioni non possano legiferare per stabilire i limiti di potenza degli impianti o le caratteristiche dei siti di installazioni per le quali applicare la procedura semplificata: spetta ai Ministeri, d'intesa con la Conferenza unificata.
Ecco allora che con la sentenza 119/2010 sulla legge pugliese si boccia (assieme a quegli articoli della legge regionale che vietavano la realizzazione di impianti fotovoltaici in alcune categorie di siti di particolare interesse ambientale) l'innalzamento fino a 1 MW del limite entro il quale per realizzare un impianto si applica il regime semplificato, ossia basterebbe una Dia.
Analogamente, tra gli articoli giudicati incostituzionali della legge calabrese si trova quello che individua un elenco di impianti, con potenza nominale inferiore o uguale a 500 kW, assoggettabili alla sola Dia, a prescindere dalla fonte utilizzata. Mentre ne sono stati eliminati anche altri, più restrittivi per le rinnovabili, come quello in cui si richiedeva che la domanda di autorizzazione per gli impianti di potenza superiore a 500 kW fosse corredata da una deliberazione favorevole del Consiglio comunale sul cui territorio insiste il progetto.
La domanda ora è cosa succederà per quegli impianti che sono stati autorizzati con la procedura semplificata grazie agli innalzamenti delle soglie di potenza decisi dalle due regioni, ma incostituzionali. "È agevole sancire - spiega l'avvocato Matteo Falcione dello Studio legale DLA Piper - l'esito nefasto in relazione alle Dia per le quali non si ` compiuto il termine di 30 giorni decorrenti dalla presentazione". Cioè si deve rifare la procedura autorizzativa se non è passato un mese dalla Dia.
Al contrario, "se i lavori sono conclusi e non è più possibile presentare tempestivamente impugnazioni, nè pendono impugnazioni, nè sono in corso procedimenti di autotutela, la Dia rimane efficace". Ma anche se la Dia è "perfezionata", cioè sono trascorsi i 30 giorni entro cui si ritiene accolta, non è detto che se i lavori devono iniziare o sono in corso non si debba iniziare un nuovo e più complicato processo autorizzativo: "il pericolo di impugnazioni sussiste, e la DIA perde validità se pendono impugnazioni o se esse vengono presentate tempestivamente", dove per per "tempestivamente" si intende anche a lavori conclusi "purchè entro i termini di legge".
"Per le ipotesi di impianti già costruiti - ipotizzano invece dallo studio tributario CBA - si può cautamente sostenere che difficilmente il Comune o un giudice potrebbe travolgere il diritto ormai acquisito dell'operatore, il quale, tra l'altro, ha fatto affidamento su una legge - ora per allora - legittima. Quanto agli impianti in corso di realizzazione è dubbia la loro configurabilità come "diritto acquisito" tale da non poter essere incisi dall'effetto retroattivo della pronuncia di incostituzionalità."
È difficile a priori valutare la sorte di questi impianti: l'analisi non potrà infatti prescindere dalla fattispecie che in concreto verrà prospettata.
Insomma, gli impianti già in funzione in teoria potrebbero stare tranquilli, quelli solo autorizzati o in via di costruzione meno, mentre gli altri non potranno più limitarsi alla semplice Dia ma dovranno seguire la procedura dell'autorizzazione unica. Complicazioni e incertezze capaci di spaventare chi vorrebbe investire in rinnovabili e che dunque non aiutano certo lo sviluppo del settore nè il raggiungimento per l'Italia dell'obiettivo europeo 2020.
MINISTERO POLITICHE AGRICOLE E FORESTALI - CIRCOLARE SULLA TRACCIABILITÀ DEGLI OLI VEGETALI PURI Il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF) ha emanato l'attesa circolare sulla tracciabilità degli Oli Vegetali Puri (OVP) destinati alla produzione di energia elettrica.
Il provvedimento trae origine dalla legge 99/2009 che all'art. 42 ha previsto il riconoscimento della tariffa incentivante di 0,28 euro per ogni kW elettrico prodotto da impianti alimentati anche da oli vegetali puri.
La legge ha inoltre stabilito che gli oli vegetali devono essere tracciati secondo le regole definite per il conseguimento del premio PAC (regolamento CE 73/2009).
Per l'applicazione concreta della tariffa era però necessario che il Ministero dell'Agricoltura emanasse una circolare per precisare i criteri di tracciabilità e per dimostrare la provenienza degli oli utilizzati nella produzione di energia elettrica.
La circolare, ora emanata, è stata così riassunta dall'Aiel (Associazione Italiana Energie Agroforestali):
I dati di riferimento da cui partire per la tracciabilità sono quelli in primo luogo contenuti nel "fascicolo aziendale", periodicamente aggiornati dagli imprenditori agricoli per avere diritto al "premio PAC" e che sono all'interno del portale del Sistema Informativo Agricolo Nazionale (SIAN).
Il sistema di tracciabilità coinvolge fondamentalmente quattro soggetti: l'imprenditore agricolo che coltiva le oleaginose, il collettore finale (CoF) che acquisisce semi o olio e che è il titolare del deposito fiscale, il trasformatore cioè il soggetto che provvede a frangere i semi per la produzione di OVP, l'Operatore Elettrico che utilizza l'OVP per la produzione elettrica.
Ciascuno di questi soggetti dovrà direttamente o indirettamente inserire in un apposito portale informatico costituito da Agea i riferimenti del fascicolo aziendale, l'anagrafica aziendale, le dichiarazioni di consegna e il carico-scarico delle materie prime.
A seguito dell'esito positivo dei controlli svolti da Agea, il MIPAAF certificherà l'OVP al GSE (Gestore dei Servizi Energetici) che a sua volta potrà riconoscere la tariffa omnicomprensiva di 0,28 euro per kWe immesso in rete dall'Operatore Elettrico.
Nel caso in cui la materia prima sia di origine comunitaria sarà richiesta una specifica documentazione da parte dell'Autorità competente dello Stato Membro di provenienza, contenente le informazioni necessarie per la certificazione dell'OVP.
Tenuto conto che Agea renderà disponibili le procedure informatiche entro ottobre 2010, è istituita e da subito attivata, una fase transitoria, per consentire agli operatori di avviare la produzione di energia elettrica.
In questo ultimo caso sono state prese in considerazione due diverse situazioni: la prima è relativa alle partite di OVP che sono già certificabili per procedure già previste da altre norme vigenti, come nel caso dei contratti di fornitura nell'ambito di contratti quadro o intese di filiera già definiti o assegnati dall'Agenzia delle Dogane, oppure gli OVP ottenuti da coltivazioni con regime di premio energetico (45 euro ettaro). La seconda è riferita a quantitativi di OVP che possono sono soggetti all'autocertificazione da parte dei collettori finali e per i quali gli stessi si impegnano ad inserire nel portale SIAN tutte le informazioni richieste dalla procedura. In questo caso il GSE, per riconoscere i conguagli sulla produzione elettrica già effettuata a partire dal 1.1.2008, o la tariffa omnicomprensiva piena a partire dalla data di entrata in vigore della presente circolare, richiederà una polizza fidejussoria a garanzia dell'esito finale della certificazione.
La circolare è corredata di quattro allegati con norme esplicative e fac simili dei modelli di certificazione.
Per Aiel è auspicabile che AGEA realizzi le procedure informatizzate ben prima del mese di ottobre, dato che sette mesi sono un tempo lungo rispetto alle necessità . Inoltre - a parere dell'associazione - il riferimento dei dieci mesi, tempo entro il quale AGEA si riserva di svolgere i controlli, non possono essere considerati un esempio di celerità e snellezza burocratica. Il testo della Circolare
PROGRAMMA OPERATIVO INTERREGIONALE ENERGIE RINNOVABILI E RISPARMIO ENERGETICO Cos'è il POI
Il POI Energie Rinnovabili e Risparmio Energetico 2007-2013 è il risultato di un intenso lavoro di concertazione tra il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), il Ministero dell'Ambiente (MATTM), le Regioni italiane Obiettivo "Convergenza" ed un nutrito partenariato economico e sociale. È finanziato da fondi comunitari e nazionali.
Obiettivi
Aumentare la quota di energia consumata proveniente da fonti rinnovabili e migliorare l'efficienza energetica, promuovendo le opportunità di sviluppo locale, integrando il sistema di incentivi messo a disposizione dalla politica ordinaria, valorizzando i collegamenti tra produzione di energie rinnovabili, efficientamento e tessuto sociale ed economico dei territori in cui esse si realizzano.
Aree di intervento
Il programma interviene sulle Regioni Obiettivo "Convergenza" (Calabria, Campania, Puglia e Sicilia).
TORNA DAL 16 AL 18 APRILE L'EVENTO PROMOSSO DA ISES ITALIA ISES è pronta a festeggiare il decennale de I Giorni delle Rinnovabili-Impianti Aperti ai Cittadini, l'evento che avvicina il pubblico alle fonti rinnovabili di energia.
La X edizione dell'evento è prevista nelle giornate di venerdì 16, sabato 17 e domenica 18 aprile 2010 e coinvolgerà tutti coloro che hanno un impianto a fonti rinnovabili ad aprire gratuitamente le porte al pubblico, con l'obiettivo di incentivare una presa di coscienza diffusa sui vantaggi delle soluzioni energetiche pulite.
Sono passati ben dieci anni da quando ISES ITALIA ha deciso di scommettere su questa encomiabile iniziativa. Nel 2000, alla sua prima edizione, l'evento riuscì a coinvolgere numerosi impianti con un afflusso di pubblico di oltre 3.000 visitatori. Nel corso del tempo poi l'attenzione e la partecipazione sono notevolmente cresciute, fino a raggiungere lo scorso anno 150 impianti aperti e 16.000 visitatori in movimento lungo tutto lo stivale. CPL CONCORDIA aprirà al pubblico, venerdì 16 aprile, il campo fotovoltaico di Torano Nuovo (TE), recentemente inaugurato in presenza delle amministrazione pubbliche locali e delle autorità della Regione Abruzzo: 5700 pannelli, 1 megawatt di potenza, una produzione elettrica prevista di 1,5 milioni di kilowattora annui con emissioni zero e nel pieno rispetto dell'ambiente. Il campo sarà aperto dalle ore 10 alle ore 16. Per ulteriori informazioni, potete contattare la segreteria della sede CPL CONCORDIA di Sant'Omero: 0861.88.76.93.
Per dettagli sull'iniziativa, visitate il sito di ISES ITALIA.
IN ALTO ADIGE UN SEMINARIO PER CONOSCERE E COGLIERE LE OPPORTUNITA' DELLA GREEN ECONOMY Bolzano, 8 febbraio 2010 - Proseguono le iniziative di approfondimento organizzate da Legacoopbund per fornire alle cooperative spunti su possibili aree di sviluppo per i prossimi anni. Il tema del recente seminario è stato quello dell' "Energia e dell'Ambiente". L'argomento, di grande attualità è stato affrontato analizzando gli effetti positivi che un uso responsabile e razionale dell'energia e dell'ambiente hanno su molti campi di attività economica. Tra gli altri ne vengono coinvolti i settori dell'edilizia, della mobilità , dei servizi, della formazione, della comunicazione.
Alla riunione sono intervenuti con le loro relazioni tre validi esperti del settore e conoscitori della nostra realtà provinciale: Helmuth Moroder - Presidente della commissione consiliare all'Ambiente e Mobilità del Comune di Bolzano e Vice Presidente del CIPRA International; Stefano Dal Savio - Coordinatore dell'area Energia & Ambiente del TIS di Bolzano e Stefano Fattor - docente al Politecnico di Torino e alla Libera Università di Bolzano.
Dati alla mano, i relatori hanno dimostrato che l'efficienza energetica e l'utilizzo delle energie alternative sono tendenze in continuo sviluppo e rappresentano i settori chiave per i prossimi anni.
Si è parlato anche di "green economy", ossia l'economia legata alle attività economiche che rispettano i concetti di sostenibilità ambientale, ecologica e sociale e dei cosiddetti "green jobs", cioé le occupazioni che contribuiscono in maniera incisiva a preservare o restaurare la qualità ambientale.
A livello locale l'Alto Adige e il Comune di Bolzano si sono prefissati degli obiettivi concreti di forte riduzione dei consumi energetici e delle emissioni di CO2 per i prossimi vent'anni, con conseguente enorme riduzione dei costi.
Pertanto efficienza energetica e sostenibilità saranno temi dominanti nei prossimi decenni, dove le cooperative potranno svolgere un ruolo importante. Già ora alcune cooperative aderenti a Legacoopbund occupano posizioni di eccellenza nel campo dell'edilizia (CasaClima), della mobilità sostenibile (car-sharing), del recupero energetico degli edifici. Recentemente alcune cooperative altoatesine hanno ottenuto un importante riconoscimento a livello nazionale alla fiera Cooperambiente.
Ambiente ed energia sono due parole chiave per uscire dalla crisi: le cooperative ne sono convinte.
DISTRIBUTORI DI CARBURANTI, ECCO IL NUOVO MARCHIO PER GLI IPER 8 febbraio 2010 - Enercoop è il nuovo marchio della distribuzione carburanti nato dall'alleanza tra Coop Consumatori Nordest ed Energy Group Spa, azienda appartenente al Gruppo cooperativo industriale Ccpl.
Risparmio per il consumatore e comodità saranno i due elementi portanti delle politiche commerciali di Enercoop che si presenta come una novità assoluta nel panorama nazionale della distribuzione carburanti in rete. Frutto dell'incontro tra l'attenzione al consumatore di Coop Nordest e la grande esperienza di Energy Group nel mercato dei carburanti, Enercoop è un marchio cooperativo che nasce in un mercato ancora fortemente influenzato dalle politiche di prezzo praticate dalle grandi compagnie petrolifere. In un momento in cui non passa giorno senza che stampa e televisione parlino del caro benzina e i consumatori invochino una riduzione dei prezzi, Enercoop darà una prima risposta concreta, con prezzi veramente competitivi sia per la benzina che per il gasolio.
La prima iniziativa è partita nel novembre scorso a Piacenza, nel centro commerciale "Gotico". Enercoop ogni giorno propone benzina e gasolio a prezzi imbattibili, con 4 erogatori multi dispenser su 8 corsie attrezzate per il rifornimento fai da te e due casse all'uscita per il pagamento del rifornimento. In questo modo qualità e convenienza si concilieranno con l'assenza di lunghe attese e inutili code. Per non parlare poi della comodità di fare il pieno nello stesso luogo in cui si va a far spesa e a fare shopping. Enercoop è infatti il marchio che, anche in futuro, troverà sede nelle aree di centri commerciali e ipermercati, per offrire un servizio sempre più completo e qualificato.
PREMIO IMPRESA AMBIENTE: AL VIA LA QUARTA EDIZIONE Il Premio Impresa Ambiente, iniziativa nata con l'obiettivo di dare un riconoscimento alle imprese private e pubbliche che si siano particolarmente distinte in un'ottica di sviluppo sostenibile, rispetto ambientale e responsabilità sociale, giunge quest'anno alla sua quarta edizione.
Per l'edizione 2010 il Premio Impresa Ambiente si svolge in partnership con Ecopolis, manifestazione internazionale dedicata ai temi dell'ambiente urbano e della sostenibilità , promossa da Camera di Commercio di Roma e Fiera di Roma con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo Economico, del Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e di Unioncamere.
Ricordando che le informazioni relative al Premio e alle modalità di iscrizione sono reperibili sul sito www.premioimpresambiente.it, pubblichiamo la lettera inviata al Presidente di Legacoop Giuliano Poletti da parte del Presidente della Camera di Commercio di Roma.
TORNA COOPERAMBIENTE 2010 Cooperambiente ritorna. Nel 2010 torna la fiera dell'offerta cooperativa di energia e servizi per l'ambiente, realizzata in collaborazione tra Legacoop e Fiera di Rimini, all'interno della quattordicesima edizione di Ecomondo, fiera leader per il settore ambiente ed energia. Dal 3 al 6 novembre 2010 nel padiglione D5 saranno di scena così le eccellenze della cooperazione italiana: dalle case eco-sostenibili ai servizi e alla gestione del ciclo dei rifiuti, dalla produzione di energie rinnovabili ai servizi di mobilità sostenibile, dalla gestione delle aree verdi e boschive alle politiche per il risparmio energetico della grande distribuzione cooperativa. Un'occasione anche per te.
Agli espositori Cooperambiente consentirà di:
pubblicizzare le iniziative e i prodotti realizzati dalle imprese cooperative;
promuovere e condividere una linea di azione rispettosa dei temi ambientali;
presentare le migliori pratiche ed i casi di successo in campo energetico;
favorire il confronto con l'esterno e il coinvolgimento dei livelli istituzionali.
A CooperAmbiente 2009, uno degli eventi più importanti nell'edizione di Ecomondo, hanno partecipato, nei 70 stand allestiti, oltre 110 cooperative, sono stati organizzati 20 eventi ai quali hanno assistito oltre 1600 partecipanti. Si sono svolti più di 100 incontri di matching fra le imprese cooperative, e gli spin-off di ricerca.